Indice
Introduzione
Dietro al trend “Che chic”
Bastano poche parole, qualche immagine e una lista molto personale per costruire uno dei format che sta conquistando Instagram e TikTok. Ma dietro al trend “Che chic” c’è qualcosa di più interessante di una semplice nuova estetica social: c’è un modo diverso di raccontare se stessi, i propri valori e il proprio universo. E per brand e creator è un segnale da osservare con attenzione.
Cosa è davvero chic oggi?
Una borsa iconica? Un abito perfetto? Un ristorante esclusivo? Sì, forse. Ma anche scrivere un biglietto a mano, conoscere il nome del proprio barista, avere un oggetto vintage a cui si è affezionati, ascoltare senza guardare continuamente lo smartphone, saper dire “non lo so”, scegliere con cura invece di accumulare. È proprio questa libertà di interpretazione ad aver trasformato “Che chic” in un vero linguaggio social. Il trend sta circolando da mesi tra TikTok e Instagram e ha progressivamente allargato il significato della parola “chic”: non più soltanto moda ed eleganza, ma comportamenti, oggetti, rituali, passioni e piccoli dettagli capaci di raccontare un’identità.
“Che chic” non è solo un trend. È personal branding
È proprio qui che, per CasaTalent, il fenomeno diventa particolarmente interessante. Il meccanismo è semplicissimo. Un creator seleziona una serie di cose che considera “estremamente chic” e, attraverso quella selezione, racconta indirettamente se stesso. Non serve spiegare chi si è con una lunga presentazione. Lo fanno le scelte. Ogni elemento diventa un piccolo segnale identitario.
Ed è uno dei principi più interessanti della creator economy contemporanea: le community non seguono soltanto ciò che un creator fa, ma il suo modo di vedere il mondo. Il valore di un profilo, quindi, non risiede esclusivamente nel numero di follower o nella qualità estetica dei contenuti. Risiede anche nella capacità di costruire un immaginario riconoscibile.
Dal “guardate cosa ho” al “questo è ciò in cui credo”
Per anni una parte importante della comunicazione social aspirazionale si è costruita intorno agli status symbol. Viaggi, prodotti, ristoranti, outfit, esperienze. Il trend “Che chic” non elimina l’aspirazione, ma la trasforma. Accanto agli oggetti compaiono sempre più spesso comportamenti, abitudini e valori. In questo senso possiamo quasi parlare del passaggio dallo status symbol al “values symbol”: non mostro soltanto quello che possiedo, ma utilizzo il contenuto per comunicare ciò che considero importante.
Per i creator significa poter costruire una relazione con la community più profonda rispetto alla semplice esposizione di prodotti. Per i brand significa avere davanti audience che riconoscono sempre più velocemente ciò che è coerente con l’identità di un creator — e ciò che invece appare inserito artificialmente.
La lezione per i brand: partecipare al trend non significa copiarlo
Qui entra in gioco uno degli aspetti più importanti per chi lavora nell’Influencer Marketing. Quando emerge un nuovo trend, la tentazione è spesso quella di replicarlo il più velocemente possibile. Ma utilizzare lo stesso font, lo stesso audio o lo stesso format non significa necessariamente entrare davvero nella conversazione. La domanda giusta non è “come possiamo copiare questo trend?”, ma “come può questo trend parlare il linguaggio del nostro brand?” È una differenza fondamentale.
Il creator giusto vale più del trend giusto
In CasaTalent lavoriamo proprio su questo punto: individuare Brand Ambassador, Influencer, Content Creator e Talent i cui linguaggi e le cui community siano realmente coerenti con il settore, il pubblico e gli obiettivi dell’azienda. Perché un trend, da solo, non costruisce una strategia. Può generare attenzione, certamente. Ma perché quell’attenzione produca valore deve esserci coerenza tra tre elementi: brand, creator e community.
Contattaci per pianificare la tua campagna di Influencer Marketing / UGC Content
FAQ
C’è un modo diverso di raccontare se stessi, i propri valori e il proprio universo. E per brand e creator è un segnale da osservare con attenzione.
In CasaTalent lavoriamo proprio su questo punto: individuare Brand Ambassador, Influencer, Content Creator e Talent i cui linguaggi e le cui community siano realmente coerenti con il settore, il pubblico e gli obiettivi dell’azienda.
No. Può generare attenzione, certamente. Ma perché quell’attenzione produca valore deve esserci coerenza tra tre elementi: brand, creator e community.



